Canti, pensieri, ricordi, parole su un mondo che nasconde ancora delle piccole fortezze di pace e semplicità... coi loro viandanti

Eccomi

Utente: Giandil
Nome: Giacomo D'Alessandro e Alessandro Romi
Siamo amici. E viandanti. Siamo fratelli di viaggio, anche tramite questo blog, e siamo missionari dello spirito della natura e curatori dello spirito dell'uomo perso nel materiale moderno. Siamo Giacomo e Alessandro ma anche Giandil ed Hawk, uomini e raminghi, guerrieri e pacificatori.

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lunedì, 04 gennaio 2010
Condividere la fine e l'inizio

Eremo del deserto

Postato da: Giandil a 20:24 | link | commenti

martedì, 22 dicembre 2009
Intervista a Giandil

di Hawk

 - Persi, 8 dicembre 2009, 

(Tettoia nel bosco alto – Fuoco acceso – Pranzo consumato – Calore e riflessione)

1) Chi sei?

Sono un ramingo.

Ma cosa vuol dire? Sono un figlio che cammina per amare e racconta scrivendo, suonando, cantando, parlando, guardando. Scelgo il sentiero. Scelgo la povertà. Scelgo la fiducia. Con un unico scopo: l’amore che dà tutto se stessi per gli altri.

E sono libero: dai tabù, dalla tecnologia, dall’abitudine, dal senso comune, dalla diffidenza, dalla complicazione. Solo di una cosa sono prigioniero…di Cristo, e della paura di non riuscire a seguirlo. Sono ciò che voglio essere e scelgo di voler essere ciò cui sono chiamato. Quando mi diranno che la ricerca è un’illusione, io mi metterò a cercare anche per loro.

 

2) Dai un aggettivo a Cristo!

E’ l’amore.

 

3) Cinque parole che descrivano il tuo cuore.

Spirito, Ramingo, sentiero, Amore, Mondo.

Spirito: parola che scelgo  più spesso per tutto ciò che riguarda l’anima, la fede, la riflessione, la spiritualità, il pensiero, la relazione; la scelgo perché è una parola che può andare bene a tutti.

Ramingo: per la sua definizione devi leggere Tolkien e dopo che lo hai letto capisci perché lo sono, senza che servano spiegazioni. Perché è un termine non usato, misterioso, apparentemente negativo, ma che affascina.

Sentiero: perché è la scenografia che ho scelto per la mia vita ed è la proposta che faccio agli altri.

Amore: perché è il senso lo scopo e la causa del mio vivere.

Mondo: perché l’amore non ha confini, né il viaggio del ramingo e dunque la mia casa, il mio sentiero, le persone che voglio amare, le realtà che voglio vivere, non possono essere più piccole del mondo.

 

4) Stagione preferita?

Noi ci riduciamo a dare preferenza della nostra stagione in base a ciò che vi facciamo. Io amo ogni stagione per il modo unico ed irripetibile col quale mi presenta il bosco e il sentiero, ma anche la spiaggia e la vecchia chiesa.

Ma anche le sensazioni del mio fisico.

 

5) Se uno sconosciuto ti fermasse e ti chiedesse: “Cosa abbiamo in comune?”. Tu gli risponderesti:

(prima risposta: “Il sindaco e gli assessori!”)

“Oltre ad appartenere alla specie umana, vogliamo tutti e due la felicità e siamo tutti e due in cammino. E abbiamo bisogno di amore”.

 

6) Cos’è per te l’arte?

E’ ciò che un uomo costruisce con tutte le sue possibilità e che lui stesso ama e si sente felice/realizzato di aver fatto. E’ qualcosa cui per essere tale basta il riconoscimento di un solo uomo.

E’ un frutto.

 

7) Perché lo scrivere?

Per fissare te stesso e per lasciare che gli altri ti ascoltino a modo loro.

Scrivere per me è una frase, un libro, una canzone, una musica, è l’incontro con qualcuno. Trasmetti qualcosa che in parte l’altro ricorderà e magari deciderà di portare con sé. E magari dirà a qualcun altro  scriverà.

Perché scrivere: per vivere oltre la morte. Per amare oltre se stessi. Per esistere oltre l’esistenza.

 

8) Cos’è per te la “gente”?

La gente è un concetto comune fastidioso.

Troppo facile e troppo inesatto. E’ un concetto che uso solo a tema: la gente come “gli elettori”, “i consumatori”, “gli spettatori”, ma non rende comunque mai giustizia all’unicità della diversità umana.

 

9) Cosa sarai?

Sarò un Ramingo! E quindi, con l’aiuto dei miei fratelli, sarò un Cristiano.

Non perché l’obiettivo sia essere cristiani, ma essere uomini “come Cristo”.

accampati nei boschi -

Postato da: Giandil a 00:55 | link | commenti

venerdì, 18 dicembre 2009
DOPO NATALE ESCE "IL CANTO DI OSNER E ALTRI RACCONTI"

Nei giorni tra Natale Capodanno arriva il mio libro "Il Canto di Osner e altri racconti". Lo porterò personalmente a chi ne ha prenotata una o più copie. E' possibile anche ordinarlo in libreria. Editore Albatros Il Filo, prezzo 12 euro.

A presto, Giandil

Postato da: Giandil a 21:00 | link | commenti

mercoledì, 09 dicembre 2009
Intervista ad Hawk, Alessandro Romi

di Giandil

- Persi, 7 dicembre 2009, 

seduti accanto al fuoco -

(Al caldo della stufa scoppiettante, all'improvviso inizio a fare ad Hawk delle domande, domande profonde, domande di ricerca, domande umane. E lui inizia a raccontarsi, lentamente, mentre ogni sua parola io scrivo)

Chi sei?

Un piccolo uomo con una grande ombra. O almeno, è come mi piace vedermi. Non ho mai trovato parole per definire ciò che sono. Non ho mai trovato un termine che definisse me in quanto individuo. Perché se ci definiamo viaggiatori – ok? – rientriamo comunque in una tipologia di persone. Perché io sono ramingo come le sei tu, come lo è Fra, e quindi non ho mai trovato parole per distinguerci. Però siamo diversi.

Io in questo momento sono il filosofo.

(ride e delira)

 

Chi sarai?

Il cambiamento di una persona è complicato. Ed è determinato da una sequenza di fattori ignoti o comunque imprevedibili, e quindi un giorno ti svegli e scopri che non eri quello che volevi essere o che credevi saresti stato. Per questo che è importante scrivere, perché non c’è niente come la scrittura che – anche di argomenti che non c’entrano apparentemente nulla – non lasci traccia indelebile di te, che si permei della tua personalità. E’ attraverso la rilettura di tante cose che noi ci manteniamo sulla via giusta che vorremmo tenere. Ci ricordiamo. Chi eravamo. E…possiamo…e io spero un giorno di – immergendomi assiduamente nella scrittura, nella lettura, nella rilettura -  spero di riuscire a comprendere il mio percorso in questo mondo, di riuscire a capire chi sono io. E sarà in quel momento che non esisterà più né un “Ale” né “Romi”, ci sarà solo Hawk. E poi nient’altro.

(delira di nuovo)

 

Cos’è per te l’arte?

Ma, ti dirò, allora…l’arte…l’estensione del proprio essere di uomini che non parlano la nostra lingua. Perché..se..cioè, intendo “parlare nostra lingua” nel senso della lingua parlata, normale. Ci sono persone che non sanno come esprimersi attraverso questa lingua. La ritengono o inadatta, o troppo difficile, o troppo impura, contaminata diciamo. Perché, se guardiamo ad esempio – fammi pensare eh - la Primavera di Botticelli…non c’è bisogno di parole, cioè: quella è la Primavera. E non c’è voluta neanche una parola per esprimerla. All’improvviso flussi di pensieri che non dobbiamo neanche esprimere partono dal quadro e ci entrano anche in testa. E noi dobbiamo solo stare a guardare. La stessa cosa succede per una canzone.

La cosa bella è che a volte queste lingue così diverse tra di loro dicono tutte le stessa cosa. Mezzi totalmente diversi, messaggio identico.

E c’è un’altra cosa da aggiungere: l’arte è il linguaggio di Dio. Lui ci parla ogni secondo attraverso ciò che ci sta attorno. E basta alzare un attimo gli occhi al cielo per renderci conto che ci troviamo nella più grande opera d’arte che sia stata mai creata: quella che comprende tutti i linguaggi…visivo, olfattivo, tattile, gustativo…

L’arte l’ha creata Dio ed è il modo suo di parlare, ma perché è il suo innato temperamento stesso.

Si potrebbe ragionare ancora per mille anni sull’arte.

 

Le parole chiave della tua esistenza?

(subito scherza: “pentola…”)

Le parole che usi per descrivere quello che sei. E perché scegli quelle parole.

Fuoco, ombra. Natura, uomo, spirito. No. Togli uomo: Umanità.

Fuoco è qualcosa di totalmente impalpabile e indefinibile. Si sa solo che dà calore, e luce.

L’ombra…è la nostra vera essenza. Ciò che ci portiamo dietro, che abbiamo fatto, e da cui non ci possiamo staccare. Anche se vogliamo essere qualcun altro, quello è ciò che abbiamo fatto, e che ci portiamo appresso.

Natura: noi veniamo da essa, quindi è parte di noi. Non mi sembra il caso di doverti spiegare perché natura. No?

E…Umanità. Noi siamo noi ma siamo anche parte dell’umanità, semplicemente.

Spirito. Averroè diceva una cosa bellissima: che l’anima è doppia, ovvero, una parte è individuale, una è universale, è l’anima di tutta l’umanità messa insieme, di cui fanno parte tutti, un cuore che batte allo stesso ritmo, o miliardi di cuori che battono assieme.

(delira ancora)

 

Qual è il tuo senso?

…il sesto ovviamente!

(torna serio)

Il giorno in cui mi diranno che la ricerca ha una fine, io smetterò di cercare.

Che senso ha cercare qualcosa che puoi trovare?

(mi mostro perplesso)

Ok: tu – si presume – cerchi una cosa. E quando l’hai trovata? Poi cosa fai?

Naturalmente sto parlando per massimi sistemi.

(deliro io: “Tipo Microsoft?”)

 

Andiamo a prendere altra legna?

Sì.

[pausa per riattizzare la stufa]

 

Cosa significa nella tua vita “spiritualità”?

Il sentire spirituale è ciò che ci permette di stabilire un contatto più vero di affinità con le cose. E nella mia vita questo è importantissimo, perché l’obiettivo della mia vita è sentirmi affine con tutte le altre cose.

Molto semplice, basta.

 

Cosa pensi della cosiddetta “gente”?

(subito non capisce la domanda)

La gente ha accezioni positive e negative…anzi no, negative e positive.

No, non è questo. Ho sbagliato, cancella.

No! Lascia, lascia! perché noi consideriamo la gente come una massa di persone che prende su di sé l’ignoranza di queste persone. Però, il termine “gente” ha anche un significato molto positivo, molto bello, ovvero, cosa vuol dire “gens?” Stirpe, o famiglia. E ci ricorda che le persona fanno parte della stessa stirpe, una stirpe che se vuole può fare cose grandi. Perché nella concezione che ho io di gente anche i moti del ’68 erano “la gente”. Anche le proteste di Gandhi erano fatte di “gente”. E’ semplicissimo: la gente, essendo un insieme di uomini, ha le stesse caratteristiche di un uomo: ha pregi e difetti. Ma considerati i pregi che ha la gente, possiamo perdonare i difetti, o almeno, ci è stato insegnato così.

 

Perché credi?

Sai la risposta. O almeno, questa è una domanda del c***o.

Forse perché credere è una ricerca che non ha una fine. Perché nella fede chi si considera arrivato in realtà deve ancora partire.

(piccola discussione interna: la ricerca ha una fine dopo la morte?)

La fede è l’unica ricerca che ha una fine, trovata la fine, stai bene.

 

Quali sono i tuoi luoghi?

Mi è sempre piaciuto pensare…no, Prato sicuramente (Pratorotondo, ndr), perché è casa.

Il palco, perché fomenta il mio sfrenato egocentrismo…no, narcisismo. E’ più narcisismo.

E un giorno spero tutti i luoghi.

La via più povera della città più povera. Dovrei aspirare anche a questo, che sia il mio luogo.

(delira ancora)

 

Cos’è per te l’incontro?

(pensa a lungo)

Un incontro ti cambia la vita. Ed è un altro messaggio di Dio. E’ uno dei modi di parlare di Dio: attraverso gli altri. E davanti a un incontro ti si aprono mille possibilità. L’incontro è il fattore principale della nostra vita. Punto.

 

Pensi che esista la natura umana?

(incertezza sulla definizione di “natura umana” da parte di entrambi)

Se si intende “avulsa dalle altre”, no. Una classificazione di comportamenti che rientrano nella natura umana? No. Per come l’abbiamo intesa ora. E se esiste io non vi voglio appartenere.

 

Esiste – alla luce della storia contemporanea – un progresso culturale dell’umanità?

Io credo che secoli fa sarebbe stato solo frutto dei periodi, delle masse, delle decisioni di pochi.

Fino alla caduta del muro, fai. Ma anche in alcuni eventi prima, forse. Hai capito, però.

Noi stiamo andando – non tutti, e ammesso che i politici non arrestino questo processo, noi stiamo andando..verso un grande progresso culturale: cioè, ciò che io e te sappiamo a vent’anni, fino al 1800 chi è che lo sapeva? Per dirti, proprio come cultura interiorizzata.

La cultura è importante, ti rende libero…e non affronto la possibile schiavitù che ne può derivare, è un discorso troppo lungo.

Se i potenti non riescono ad arrestare questo processo, la storia prenderà una piega diversa. Smetterà di ripetersi. O almeno, questo è il mio pensiero visto dal lato ottimista.

Dal punto di vista invece negativo, l’uomo non cambierà mai e la storia continuerà a ripetersi per sempre. Ma io continuo ad avere fiducia nell’uomo.

(discussione prolungata e concorde sul progresso culturale nella storia e nella popolazione italiana e straniera contemporanea)

 

C’è una domanda che vorresti io ti facessi? Una cosa che vorresti dire?

Il giorno in cui avrò capito che una pietra, una foglia, e un uomo, sono la stessa cosa, sono la stessa essenza espressa in maniera diversa (ed è questo che li rende una cosa unica), farò parte dell’universo.

Avrò capito l’universo.

Postato da: Giandil a 09:43 | link | commenti

giovedì, 12 novembre 2009

A DICEMBRE "IL CANTO DI OSNER E ALTRI RACCONTI",

EDITO DA ALBATROS IL FILO

Il mese prossimo uscirà "Il Canto di Osner e altri racconti" per i tipi di Albatros Il Filo, euro 12. Porterò di persona il libro a tutti coloro che ne hanno prenotata una o più copie. Chi non ha prenotato può farlo (dalejack@hotmail.it) oppure aspettare la data d'uscita e prenotarlo in libreria. Grazie a tutti.

Postato da: Giandil a 12:18 | link | commenti (1)

domenica, 11 ottobre 2009
"Non siate cristiani, siate come Cristo"

Lasciate che i bambini vengano a me...

Due anni fa, il 10 ottobre 2007, don Renzo cadeva nel vuoto sul sentiero "Cu du mundo", sopra Terralba (Arenzano), mentre dietro di lui don Michele sentiva solo rami spezzati e un peso morto che cade, nemmeno un grido. Due anni dopo, don Renzo è ancora sul sentiero, a darci il passo. Con lo stesso sorriso che ci illumina il volto.

Postato da: Giandil a 11:12 | link | commenti (3)

lunedì, 14 settembre 2009
Al ritorno dall'estate, si riparte...ma a che scopo?

Partire è anzitutto uscire da sé.
Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro "io".
Partire è smetterla di girare in tondo intorno a noi, come se fossimo al centro del mondo e della vita. Partire è non lasciarsi chiudere negli angusti problemi del piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia l'importanza di questo nostro mondo l'umanità è più grande ed è essa che dobbiamo servire. Partire non è divorare chilometri, attraversare i mari, volare a velocità supersoniche.
Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore.
E' possibile viaggiare da soli. Ma un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita ed esso esige dei compagni.
Beato chi si sente eternamente in viaggio e in ogni prossimo vede un compagno desiderato. Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi. Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con intelligenza e delicatezza, soprattutto con amore, ridà coraggio e gusto per il cammino.
Camminare è andare verso qualche cosa; è prevedere l'arrivo, lo sbarco. Ma c'è cammino e cammino: partire è mettersi in marcia e aiutare gli altri a cominciare la stessa marcia per costruire un mondo più giusto e umano.

Helder Camara, vescovoHelder Camara, Camminiamo la speranza

Postato da: Giandil a 18:38 | link | commenti (3)

domenica, 16 agosto 2009
NOI, RITORNATI IN RIVA A UN LAGO

Una settimana è passata tra le alte vette di Pratorotondo, di nuovo da don Renzo, di nuovo a casa.

Una settimana di nuovo bella, serena, edificante, rigeneratrice. Ma di grande fatica. Di ricerca di equilibri, di conferme e segni a proposito del sentiero che da molti anni andiamo costruendo. Di richieste impellenti, da parte di molte persone, di essere, noi, guide, amici, riferimenti.

La sera del 10 agosto, la sera di San Lorenzo, siamo giunti in vista del piccolo legnoso Bivacco Bonelli.

Lassù, dove la nostra vita in cerca di un senso più grande e di una costruzione duratura ha ricevuto la "scossa più forte" due anni fa, poco più di un mese prima che don Renzo salisse al cielo. E ricevemmo quel momento per lui, con lui, in lui.

Lassù dove le parole di quella canzone scritta in sua memoria acquistano il senso esatto:

"fermatevi la notte di San Lorenzo a guardare la volta celeste, da una montagna, nel nulla...

...è un altro paradiso che ci rende uniti...tu sei tornato in riva a un lago, tra le alte vette..."

bivacco BonelliLassù dove abbiamo portato persone nuove, per le quali sentiamo una responsabilità nel cammino. Là, all'arrivo, sotto nubi nere e pioggia, ci ha accolti il sole improvviso, una pioggerellina fine fine...e alle nostre spalle, l'arcobaleno. Poi le stelle. Infinite. Là abbiamo ricevuto la conferma ennesima del fatto che abbiamo una qualche eredità da portare, e anche di quanto sia difficile e faticoso portarla.

Una settimana in cui cercavamo pace e un pò di ritiro personale, e siamo stati costretti a misurarci, ancora una volta, anche nella debolezza maggiore, con i problemi grandi non solo del nostro futuro e della nostra vita, ma del portare avanti il sentiero di don Renzo nel tenere unite e in cammino le persone, nell'essere riferimenti, nell'essere disponibili amici ed esempio nel vivere un campo ma poi la vita tutta.

Una settimana anche di noi faccia a faccia, felici di poterci sostenere a vicenda nei pesi e nelle fatiche, di aiutarci veramente, di raccontarci la gioia del nostro sentiero comune, dei nostri passi particolari.

 

Giandil, Hawk, Efran

Postato da: Giandil a 08:57 | link | commenti

domenica, 05 luglio 2009
E ORA SI APRONO I SENTIERI

Giunge a termine in questi giorni il lungo percorso di chiusura di questo ciclo che finisce. Importante, fondamentale, ricco e straordinario.

Ora anche la testa può spostarsi del tutto su quei mille sentieri che si aprono e promettono di riempire l'estate, l'autunno e poi gli anni a venire di bellezze, scoperte, fatiche, progetti, incontri, viaggi. Ora è il tempo del viaggio, anche quello materiale. Quello solo spirituale può finalmente avvalersi della sua fondamentale componente materiale, concreta.

Si aprono giorni di montagne e boschi, di coste scogliose e cale nascoste. Giorni di intenso lavoro di lettura e scrittura, di profonde meditazioni su storie e progetti. Giorni di cammino ed incontro, di lettere e discorsi. Giorni di comunità. Giorni di spirito. Giorni di fatiche ed angosce, di passione e leggerezza, di entusiasmo e commozione. Di contemplazione.

E' semplice partire. E' semplice viaggiare, dormire, mangiare, contemplare, cercare l'incontro e lo spirito. E' semplice lasciarsi alle spalle comodità inutili e rammollenti, materialità futili che come barriere ci tengono distratti da ciò che conta, che dà frutto, che costruisce significativamente. Per la vita.

E' semplice, già, ma è così faticoso, dal complicato in cui viviamo, tornare al semplice. Oggetto di lunghi cammini. Dentro e fuori di sè.

Buoni sentieri anche a voi,

Giandil

Postato da: Giandil a 21:40 | link | commenti

sabato, 16 maggio 2009
Racconti di cammini e avventure: il mio primo libro pubblicato

Verso Settembre potrebbe uscire un mio libro per Albatros Il Filo; si tratta di una piccola raccolta di racconti narrativo-fantasy che nascono e si rispecchiano anche in questo Canto del Ramingo. Potrebbe essere pubblicato. Forse. Dipende da quante "prenotazioni" di amici ricevo. Devo raggiungerne un bel pò per poter avviare la pubblicazione. Confido in voi. Una copia costerà 12,50 euro. Prenotatela scrivendomi a dalejack@hotmail.it.

Postato da: Giandil a 00:27 | link | commenti (2)