Canti, pensieri, ricordi, parole su un mondo che nasconde ancora delle piccole fortezze di pace e semplicità... coi loro viandanti

Eccomi

Utente: Giandil
Nome: Giacomo D'Alessandro e Alessandro Romi
Siamo amici. E viandanti. Siamo fratelli di viaggio, anche tramite questo blog, e siamo missionari dello spirito della natura e curatori dello spirito dell'uomo perso nel materiale moderno. Siamo Giacomo e Alessandro ma anche Giandil ed Hawk, uomini e raminghi, guerrieri e pacificatori.

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sabato, 16 maggio 2009
Racconti di cammini e avventure: il mio primo libro pubblicato

Verso Settembre potrebbe uscire un mio libro per Albatros Il Filo; si tratta di una piccola raccolta di racconti narrativo-fantasy che nascono e si rispecchiano anche in questo Canto del Ramingo. Potrebbe essere pubblicato. Forse. Dipende da quante "prenotazioni" di amici ricevo. Devo raggiungerne un bel pò per poter avviare la pubblicazione. Confido in voi. Una copia costerà 12,50 euro. Prenotatela scrivendomi a dalejack@hotmail.it.

Postato da: Giandil a 00:27 | link | commenti (2)

domenica, 03 maggio 2009
Anche da casa si può raggiungere la Via

Alta Via dei Monti LiguriVenerdì 1 maggio ho deciso di lasciare da parte ogni remora, impegno o incertezza presente, e lasciar libero invece il richiamo al viaggio che nel mio cuore molto si è accumulato. E sono partito.

Non ho trovato compagni stavolta, sono partito solo. Eppure ne avevo bisogno, e sono tornato a quella "casa" rispetto alla quale nessun altra è più "vera".

Zaino e chitarra in spalla, tenda, sacco a pelo, qualche provvista e acqua, sono uscito di casa e carta alla mano ho iniziato a salire.

Granarolo, Righi, forte Begato, forte Diamante; di lì giù fino a Pino Soprano, e ancora a salire, a fatica cercando il sentiero giusto, fino al Colle del Creto, a quasi 800 metri.

Ho raggiunto l'Alta Via dei Monti Liguri, finalmente. Attraverso creste sospese e prati verdeggianti, colli all'irlandese e sinfonie del bosco e degli uccelli, ho seguito la Via nel sol calante fino a Crocette d'Orero. Con un ultimo sforzo mi sono inerpicato al di là, verso il Monte Capanno, per trovare dove accamparmi. Tra l'oscurità incipiente di un bosco sporco e terroso, mi si è aperta d'innanzi un'erbosa radura accarezzata dal tramonto. Lì ho cenato, montato la tenda e passata una pur fredda notte in solitaria.

L'alba è stata una rinascita. Da dentro la tenda, seduto con la chitarra in mano, ho potuto lodare la nascita del sole proprio di fronte a me, tra i colli lontani. Qualche boccone per colazione, sistemati i bagagli, smontana e chiusa la tenda, ho ripreso il mio viaggio. Che, al confronto della fatica soffocante del giorno precedente, si è risvegliato fresco e sereno, leggero e spensierato, sulle creste dell'Alta Via.

Ho raggiunto il Santuario della Vittoria, e di lì il Passo dei Giovi. In quell'istante sono venuto a sapere che quel giorno don Renzo avrebbe compiuto 60 anni. Ecco qual era stato il senso del mio viaggio, pur faticoso e solitario: un pellegrinaggio. Per trovare un amico. Ecco perchè nell'itinerario fatto sul momento, casualmente, avevo deciso di porre come obiettivo il Passo dei Giovi. Ecco.

Scendendo sulla strada, sono andato al Cimitero dei Giovi. Bentrovato don. Eccomi.

 

Giandil

Postato da: Giandil a 14:08 | link | commenti (1)

giovedì, 19 febbraio 2009
Voglia di partire

Diario di viaggio - La traversata

(Qui è scaricabile il diario di viaggio della Traversata di agosto con Hawk ed Efran da Limonetto a Pratorotondo)

Riprendo queste parole scritte sui sentieri, ques'estate, le riprendo e riprendo le foto che documentano quella meraviglia che è stato il nostro viaggio...mentre soffoco ingabbiato tra gli asfalti ingordi e l'aria aggressiva di una città e di un contorcimento quotidiano...mentre, ancora una volta come cinque anni fa, il cuore sente forte la voglia di ripartire, camminare, viaggiare, nella semplicità di un sentiero, di un pasto frugale, di un giaciglio di prato. Partire. Presto. Non è forse il mio stesso spirito ad aver bisogno di respirare per poter rinascere anche a questa vita?

 

Giandil

Postato da: Giandil a 18:18 | link | commenti

mercoledì, 28 gennaio 2009
Sulle note del vento...

http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1641664038&ref=name

...per il video presentazione del concerto acustico tenuto da me ed Efran ad ottobre a San Rocco Principe.

Postato da: Giandil a 19:52 | link | commenti

lunedì, 05 gennaio 2009
Sui passi di Francesco ad Assisi

Capodanno. Un momento, come abbiamo scoperto di ritenere, non per la festa e gli auguri gratuiti standard. O almeno, non solo per questo.

Un momento di verifica, attraverso l'oasi, il deserto.

Un momento di cammino, attraverso un'esperienza.

Un momento di comunità, attraverso la quotidianità e la mondanità vissute vicini.

 

Insomma, cammino individuale e comunitario più che mai allo stesso tempo; sosta dal tutto ma cammino intenso in se stessi. Qualcosa di importante da condividere con le persone più care che si hanno, o con la maggior parte possibile di esse.

Quest'anno ci è capitato di scegliere Assisi, un luogo di grande fascino ed attrazione, intriso di spiritualità, patria e luogo d'azione di uno dei più famosi santi della storia del mondo. Quel santo, Francesco, seguito da Chiara, che seppe ridare povertà, semplicità, dedizione ad una Chiesa di inizio secondo millennio, molto confusa ed ambigua.

Abbiamo camminato per le vie di semplice pietra tra piccole chiesette, grandi palazzi, basiliche imponenti, fortezze e casette decorate da verdi piante. Abbiamo scambiato parole e silenzi, abbiamo riso e scherzato a più non posso, e meditato e riflettuto come troppo poco ci capita. Abbiamo osservato le persone ed i luoghi, abbiamo parlato di persone e luoghi che compongono la nostra vita, ciascuno non ha avuto timore di parlare delle proprie angosce, nè di essere se stesso nel divertimento più sfrenato.

 

Se non vi è mai capitato di pensare ad un capodanno in questi termini, non sottovalutate la possibilità di accogliere una nuova cifra davvero come un tempo in cui cambiare, migliorare, vivere. Un tempo diverso, nuovo, di speranza. Tale rincorsa e spinta è in grado di dare un momento di oasi in cui, semplicemente, al mondano si sottende un cammino che non lascia forse impronte visibili...ma quelle nemmeno Francesco le lasciava, scalzo com'era!

 

A presto amici,

Giandil (ed Hawk, che ha contribuito a queste riflessioni proprio ad Assisi)

Postato da: Giandil a 23:38 | link | commenti

domenica, 30 novembre 2008
Il nostro canto di sempre, perchè un viaggio continua, sempre

San Lorenzo Mi è venuto in mente ieri sera. Tra una cosa e l'altra, su questo angolo dei viandanti è finito di tutto tranne la canzone, l'inno, che risale proprio, casualmente, ad un anno fa. Eravamo io, Hawk ed Efran, nel ponte del primo novembre 2007. Eravamo all'Eremo del Deserto di Varazze. In silenzio, su un costone boscoso sospesi sulla vallata immobile. Vento. Poi parole. Poi musica, e canto.

Nel giro di un mese quel canto era stato inciso in sala di registrazione, ed era partito verso tutti gli amici e i conoscenti, via web, cd, ecc.

A distanza di un anno, è giusto che chiunque non lo abbia ricevuto e voglia risentirlo, lo possa trovare qui. Anche e soprattutto perchè, certo è un inno a don Renzo, nostro amico e maestro salito al cielo, ma è prima di tutto un inno al viaggio e al rapporto dello spirito col mondo che ci è stato insegnato e sulla strada del quale vogliamo camminare. In un inno del genere, chiunque può trovare ciò in cui crede, o semplicemente la melodia di una strada lontana portata forse da un vento leggero.

 

Giandil

Postato da: Giandil a 20:31 | link | commenti (2)

venerdì, 10 ottobre 2008
Un anno dopo

Don Renzo Eccomi

  10 ottobre 2007. A metà pomeriggio Hawk mi telefona sconvolto. Chiamo immediatamente Efran.

Mezz'ora dopo vado a prenderlo alla stazione. Due ore dopo incontriamo Hawk. E insieme, passo dopo passo, risaliamo la strada verso San Bartolomeo della Certosa, i volti scuri, i cuori spezzati.

 

10 ottobre 2008. Ricevo da Efran questo sms: " Ti dico un pò di parole.. Bonelli, un anno, Varazze, canzone, capodanno, incontri, viaggio, noi tre, Prato, noi tutti, unione, bivacco, riunioni, post, prato e oggi. LUI E' SEMPRE CON NOI. "

Per una veglia di stasera ho scritto un libretto intitolato "In cammino sul sentiero più grande". Tra poco, con tutti i ragazzi di Pratorotondo ci incammineremo verso i Giovi, dove staremo insieme nel luogo in cui riposa. Questi giorni segnano il prosequio di tanti cammini comuni e individuali, che a partire da un anno fa sono diventati molto più forti e sigillati al suo insegnamento.

 

E' proprio vero, lui è sempre con noi. Vivo.

Postato da: Giandil a 12:55 | link | commenti

martedì, 09 settembre 2008
La traversata dei tre

Hawk. Giandil. Efran. Tre fratelli in viaggio. Finalmente.

Ci siamo incontrati, provenienti dalle nostre differenti realtà, l'11 agosto, a Limone Piemonte. In casa di Hawk abbiamo rifinito il bagaglio, le provviste di cibo, l'itinerario per i giorni seguenti.

La mattina dopo, molto presto, siamo partiti.

 

Primo giorno.

Una lunga e soleggiata salita fino a Passo Ciotto Mieu. Discesa fino al villaggio di Palanfrè. Nuova estenuante salita sotto un'afa torrida e su un sentiero maltenuto e selvatico, fino al Passo della Garbella. Discesa lunga e ripida fino a Trinità d'Entraque. Rifocillati al rifugio, ci accampiamo poco distante in una macchia di pini lungo la strada per Entraque. Fuoco e cena in riva al fiume. Serata al rifugio in compagnia di un ragazzo di Genova e della figlia del gestore, suonando e cantando con la chitarra. Il tempo volge al peggio, ci viene offerta una tenda da due nel cortile del rifugio. Trasferiamo lì l'accampamento mentre inizia a piovere. Notte stretta e rumorosa.

Secondo giorno.

Sveglia molto presto. Tempo sereno ma umido. Ci laviamo alla fontana del paese, sistemiamo i bagagli e ci incammianiamo fino a Entraque, dove facciamo un'abbondante colazione. Lungo l'asfalto giungiamo a fondovalle, in prossimità di Valdieri, e prendiamo a salire verso S.Anna di Valdieri. Giunti a S.Lorenzo, oltre metà strada, per il caldo e il duro asfalto facciamo qualche km di autostop. A S.Anna facciamo rifornimento di cibo, poi prendiamo a salire lungo la strada per il Rifugio Livio Bianco, sotto un caldo insopportabile. Ci accampiamo a lungo per il pranzo. Giunti ad una grande piana, tiriamo su verso Colle Marchiana, ma non c'è più il sentiero, e il dislivello è molto lungo e ancora più faticoso. Scollinato, poco sotto ci accampiamo. Una valletta immacolata piena di camosci. Ceniamo e dormiamo sotto la volta stellata, a 2000 m di altitudine.

Terzo giorno.

Sveglia tarda, buonissima nottata. Nel gelo mangiamo e, sistemati gli zaini, scendiamo verso il sole della vallata. Fatica a tenere sentiero e direzioni, soprattutto in fondo. Giungiamo ad Aisone dopo lunghissimi tornanti su asfalto, sfiancanti. Da lì tiriamo in su verso Vinadio. Di nuovo per l'ora caldissima e l'asfalto fatale, dopo metà strada facciamo autostop per qualche km. A Vinadio ampia pausa pranzo e rifornimenti. Il tempo è incerto. Saliamo su strada per i kenion del monte Nebius fino a paesini sperduti e, infine, verso sera al rifugio Nebius, col rischio di trovarlo chiuso. Faticosa entrata con le persone già presenti che avevano prenotato per loro. Sistemazione giacigli per terra nell'entrata. Cena calda e serata in compagnia dei gestori, simpatici e accoglienti. Notte travagliata e rumorosissima.

Quarto giorno.

Prestissimo partiamo. Imponente dislivello da affrontare freschi. Il tempo è buono. Giungiamo in cima a Colle Moura delle Vinche e da lì in cresta a Colle Serour. Tentiamo di mantenere il dislivello guadagnato con un taglio selvaggio e senza sentiero direttamente a scollinare verso Colle Bandìa. Riusciamo a scollinare ma poi non a scendere completamente. Taglio fallito. Mentre tentiamo di tornare indietro inizia a piovere. Scendiamo verso Gias Salè, poi a fondovalle prendiamo a salire verso Colle Bandìa. Pranziamo. RIpartiamo e inizia a grandinare. Ci coglie il temporale, ci accucciamo sotto il nylon, poi dopo molto avanziamo coperti, provando a superarlo. C'è un vento gelido e piove contro di noi. Ultimiamo infine la salita alle Caserme del Colle Bandìa. Da lì saliamo a un altro passo che dà sul vallone di Rocca la Meja. Siamo ormai nelle nostre zone. Percorriamo sotto le sferzate del vento gelido, ancora grandine, e pioggia saltuaria, tutta la valle sotto la Meja, fino all'Agriturismo omonimo. Saliamo quindi fino al Rifugio Gardetta, lungamente e controvento. Rifocillati nel rifugio, saliamo al Colle Gardetta. La salita del nostro viaggio è finita. Scendiamo ormai estasiati e radiosi, anche se sfiniti dai disagi del viaggio, fino a Prato Ciorliero. Quindi Viviere, villaggio dove sono i nostri genitori ad accoglierci. E giù, ormai vittoriosi, fino a Pratorotondo.

 

Conclusione.

Calcoliamo di aver percorso quasi 100 km in quattro giorni. Il totale del dislivello fatto (salita e discesa insieme) dovrebbe ammontare a quasi 10'000 metri. Le valli in cui siamo passati sono circa 8.

Ma questo è nulla confronto all'unione fraterna tra noi stessi e tra noi e la terra che si è costruita e plasmata sempre più, durante questo intrigo di passione, disagio, emozione, spirito e corpo, che è sempre il viaggio, ma in questo caso, ancor più, che è stato il nostro viaggio.

 

Giandil, Hawk, Efra

Postato da: Giandil a 00:20 | link | commenti (8)

giovedì, 31 luglio 2008
Le alture dell'Elba

Ho curiosato e camminato per coste selvagge, esplorato baie e calette deserte, ammirato dalle cime più alte la spina dorsale di un'isola che si contorce a pelo d'acqua.

Ho cercato me stesso nell'emozione di un soffio di vento salmastro.

Il viaggio è sempre, il viaggio è vita, il viaggio prosegue.

Un abbraccio, Giandil

Postato da: Giandil a 23:31 | link | commenti (2)

Oltre il cielo d'Irlanda

" Dublino è effettivamente incantevole. Tipica ma naturale, antica e funzionale, accogliente e vitale. Si percepisce il senso dei guerrieri di pietra e metalli e il senso dei vagabondi intellettuali di inchiostro e pagine e scrivanie. Abbiamo camminato per tutta la città venendo a contatto con il suo proprio mondo."

"Gli zaini sono molto pesanti, temiamo di soffrirli sulle Wicklow. Speriamo bene, è anche difficile da qui liberarsi di eventuale roba superflua (senza doverla buttare)." (18 giugno)

"Valli e colline sconfinate e verdissime, case in pietra diroccate, sentieri vagabondi, laghi e ruscelli." (20 giugno)

"La Wicklow Way, larga e ben battuta, ci ha portati fino al crocevia incontrato anche il giorno precedente per la Lakes’ Tour, e di lì verso sud nella lunga “scavalcata” del Mullech Lore, un colle boscoso. Abbiamo per via conosciuto un tedesco del sud ovest della Germania (Blackwood), e parlato bene con lui del viaggio, dei posti, dei tempi, del più e del meno." 

 

"Abbiamo sviluppato moltissimo il nostro già fraterno rapporto. Nell’organizzare, faticare, scegliere, preferire, decidere, non abbiamo mai litigato pur avendo opinioni diverse o contrastanti." (22 giugno)

"L’attesa e le fantasticherie di questo viaggio sono state di molta spiritualità, contemplazione, pace e armonia di spirito. [...] L’impatto col viaggio è stato, è, totale, come dev’essere. Non ho quasi tempo per contemplazioni spirituali “estatiche”, è tutto un accapigliarsi fisico e materiale, razionale specialmente nel gestire sé stessi allo sbaraglio per terre selvagge."

"La grande traversata Rathdrum-Laragh ci ha portati a completare un anello iniziato proprio a Glendalough. [...] C’è molta gente in viaggio con noi. Ognuno si differenzia per qualche sensazione particolare che a prima vista trasmette. La mia chitarra è sempre al mio fianco, come era quella mattina alle 5’45 a smontare la tenda zuppa sotto il diluvio nelle selvagge e deserte alture delle Wicklow." (24 giugno)

"Mi sale un magone di commozione come se nel ritorno, nella –apparente- fine, cominciasse solo ora il vero viaggio, o meglio l’esito e l’essenza vera, e il completamento del viaggio appena conchiuso: la grande vita tra le emozioni, le conoscenze, le realtà, le contemplazioni, sorte e costruite ed esplose da questo viaggio."

 

 

-Tratto dal diario di viaggio "Irlanda 17-21 giu 2008"-

A presto amici miei, Giandil (con Lorengolfin compagno)

Postato da: Giandil a 23:13 | link | commenti (5)