Canti, pensieri, ricordi, parole su un mondo che nasconde ancora delle piccole fortezze di pace e semplicità... coi loro viandanti
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Nome: Giacomo D'Alessandro e Alessandro Romi
Siamo amici. E viandanti. Siamo fratelli di viaggio, anche tramite questo blog, e siamo missionari dello spirito della natura e curatori dello spirito dell'uomo perso nel materiale moderno. Siamo Giacomo e Alessandro ma anche Giandil ed Hawk, uomini e raminghi, guerrieri e pacificatori.
Alla luce della luna
I nativi americani
Il mondo celtico
Il mondo degli Elfi
J.R.R.Tolkien, il maestro
L'elfa luthany e il suo mondo
L'infinità del pensiero
La musica dei Lingalad
Scatti e scorci da Benedetta
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Penso che ogni tanto venga il momento giusto per sentirsi braccati. E' inevitabile, vivendo così. Personalmente, penso a tutta quella gente che suda ogni giorno per sopravvivere, e mi ritengo un ingrato a crogiolarmi nella mia insoddisfazione, nella mia scontenta repulsione di questa civiltà consumista e materiale. Allora, quando giungo al limite di sopportazione per stanchezza, stress, e provo amplificato quel senso di irritazione, di incompiutezza, sento che è il momento di sottrarsi, di ritirarsi a contemplare il proprio spirito nella sua vera essenza di Ramingo. Cambia il paesaggio, cambiano le persone, cambia la musica, cambia un pò tutto ciò con cui si ha a che fare, perchè in questi momenti ogni cosa dev'essere adeguata... Una soffusa tristezza mi pervade allora, e il desiderio di lascia tutto, di trovare la mia felicità nella semplicità del cammino, e di trovare la mia realizzazione nel sostenere tutti coloro che ne necessiteranno. Vi sono sere, puntualmente, in cui tutto si riduce a questo, la mente si va a perdere tra le nebbie dello spirito ramingo, restando avvolta dal sogno e dalla riflessione nel profondo di me stesso.
So che un giorno, proprio al culmine di uno di questi istanti, sarò pronto per partire.
So che un giorno mi sono ripromesso di farlo.
Vi aspetto, a presto, Giandil
" In Viaggio, ancora in Viaggio...ancora" [Lingalad]
Carissimi compagni di viaggio,
il giorno 4 ottobre 2006 il mondo è stato testimone della nascita di un sogno destinato a cambiare le nostre vite e quelle di tutti gli altri... visitando questo blog, Hawk, già inseparabile compagno di avventure di Giandil, ha visto in questo sito una fiamma destinata a propagarsi come un incendio...dopo un'immediata telefonata, i due hanno deciso di fondare una compagnia...
Una compagnia che raccolga tutti coloro i quali un giorno partiranno per il mondo e metteranno la loro passione ed il loro amore a servizio del prossimo...un gruppo di amici e fratelli, accomunati dall'amore per i viaggi, per la natura, per la semplicità, ansiosi di esplorare le terre e conoscerne i popoli, di aiutare i bisognosi e di fare in modo che l'uomo sia uomo, come è stato concepito....
E' nata quella notte, al chiaro della luna piena, LA COMPAGNIA DEI RAMINGHI
Un saluto,
HAWK & GIANDIL
P.S.: Presto torneremo a parlarvi della Compagnia, e a narrarvi le bellezze che da sogno, un giorno, diventeranno realtà.....aspettateci, noi vi aspettiamo.....................
La luna... madre del Ramingo, regina attorniata da stelle, luce sicura nella tenebra... cantata da poeti e cantori, bardi e cantastorie, viandanti e figli di nessuno... inseguita dal lupo e dal cervo, dalla falena e dal gufo, sognata dalle sorgenti e dai colli,... invocata dagli elfi tra le fronde, dai nani tra le cime rocciose, dai piccoli esseri e da quelli giganti... sorella dell'astro del giorno, custode e sentinella del crepuscolo, dal volto sempre familiare e sempre nuovo, oh luna, colei che dona splendore al firmamento notturno, che veglia sul bosco e s'insinua nel buio coi suoi raggi argentei...
Quando all'imbrunire il Ramingo si sofferma ad ammirare il sole scomparire oltre terre infinite, e sente la stanchezza delle gambe pesare dopo il giorno di cammino, è l'ora dell'accampamento. Insieme ai suoi compagni si toglie dalle spalle il bagaglio, lo depone a terra, stende qualche coperta e si siede, mentre un altro raccoglie un pò di legna, scava un piccolo buco, ed accende il fuoco. La radura, sempre più scura, sfavilla allora d'una luce nuova, gioconda e pura, quella della fiamma.
I Raminghi, sistemato il loro semplice ed accogliente accampamento, tirano fuori qualcosa da mangiare: alcuni frutti raccolti per la via, pane ricevuto negli incontri della giornata appena scorsa, qualche pezzo di carne secca conservato dall'ultima caccia. Nella semplicità basta poco per sentirsi sazi. Dopo la frugale cena, uno dei Raminghi prende la chitarra, compagna di viaggio, ed insieme ai compagni intona un canto al mondo intorno a lui...
E' il momento più bello del viaggio dei Raminghi: l'accampamento serale, un fuoco scoppiettante, due o tre compagni di viaggio seduti attorno, una chitarra che spande le sue melodie nel silenzioso bosco circostante, voci limpide che s'innalzano soavi decantando il lupo, l'aquila, il ruscello, il monte, il viandante, il viaggio.
E, sul manto candido della notte che tutto avvolge, lei... la Luna.
Giandil il Biondo
Leggendo i commenti giunti al primo post scritto in questa fortezza dei Raminghi, mi sono accorto di quanto renda felici poter contare al di là di tutto sugli amici... Essere o sentirsi Ramingo significa tante cose: avere il mondo per casa, amare tutti recando il proprio aiuto, viaggiare per conoscere e vedere, provare l'ebbrezza di vivere a contatto con i luoghi a cui siamo stati donati e destinati, ma che troppo spesso non abbiamo il tempo/possibilità/intenzione goderne. Un amico mi ha chiesto se in effetti lo stile di vita del Ramingo non sia anche assimilabile al solitario, all'eremita... All'inizio la pensavo così, forse, ma col tempo mi sono accorto che la solitudine non è altro che uno stato di cui si sente il bisogno quando lo spirito è stressato dalla quotidianità, e non riesce più a trovare l'armonia di convivere con altre persone. Ma sono momenti, a volte periodi, e comunque non possono permettersi di farci sprofondare nella realtà della solitudine. In realtà il "viaggio per il mondo" dei Raminghi è una missione destinata a godere della natura, della conoscenza di altre persone e culture, e soprattutto a mettersi al servizio di chiunque ne abbia bisogno. C'è tanta gente che necessita di un aiuto, taluni anche solo di essere ascoltati, altri di essere considerati, di essere amati, altri ancora di aiuti materiali, di un sostegno a cui aggrapparsi per ricominciare a sperare e a darsi da fare.
Ecco che il Ramingo non viaggia da solo: ha i suoi inseparabili compagni, che con lui condividono il cammino, e quando anche partisse solo, troverà i suoi compagni lungo la via, nè si distaccherà mai dal conoscere le persone che incontrerà
Quello che il Ramingo sente come suo destino, è amare il mondo che và scoprendo, amare i suoi abitanti conoscendoli e aiutandoli, amare la vita al punto di attingerne fino all'ultima goccia senza sentirsi mai vecchio nè impossibilitato a sognare, pensare, progettare... vivere.
A presto amici e compagni, Giandil