Canti, pensieri, ricordi, parole su un mondo che nasconde ancora delle piccole fortezze di pace e semplicità... coi loro viandanti
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Nome: Giacomo D'Alessandro e Alessandro Romi
Siamo amici. E viandanti. Siamo fratelli di viaggio, anche tramite questo blog, e siamo missionari dello spirito della natura e curatori dello spirito dell'uomo perso nel materiale moderno. Siamo Giacomo e Alessandro ma anche Giandil ed Hawk, uomini e raminghi, guerrieri e pacificatori.
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A capodanno siamo stati in pellegrinaggio.
Io, e sei ragazzi (più Hawk con lo spirito da lontano); i ragazzi di don Renzo, dei campi famiglie a ferragosto, del vivere comunitario tra le alte vette rocciose, dove l'uomo è libero e fa gli incontri più impensabili. Siamo stati in pellegrinaggio a Pratorotondo, ovviamente, e le nostre piccole orme sul sentiero innevato ci hanno riportato nei ricordi gioiosi e malinconici, nel vivere pacifico e straordinario che tra quei monti abbiamo imparato. Ma non vi narrerò oggi di quei giorni, perchè per me l'emozione è ancora troppo vicina, nel bene e nel male.
Io devo scoppiare. E' inevitabile, e l'ho sempre saputo.
Avete mai provato la sensazione di esservi d'impeto così riempiti di emozioni, belle e brutte, di cose, di sensazioni, da non riuscire più a mantenere il controllo, a riordinare, a considerare, individuare...? Vi siete mai sentiti troppo pieni tanto da star male, da essere bloccati, sia nel comunicare che nel discernere in voi stessi?
Credo che, anche se consciamente, si diviene tali, sia necessaria una purificazione, una liberazione, un'esplosione. Sia necessario rompere le dighe perchè la piena passi e nelle reti resti ciò che conta. Poi, il bacino sarà nuovamente capace.
Avete mai provato la sensazione di aver bisogno di tanto tempo per destreggiare il vostro cammino nel meandro di sotto-cammini che si perseguono, di aver bisogno di tempo per guardare le cose che vedete, percepire le cose che toccate, comprendere le cose che assimilate? E siete mai stati così malridotti da scivolare nella paura, nel terrore, che il tempo occorrente rompa e modifichi a suo piacimento equilibri e situazioni così duramente conquistati?
Io devo liberarmi.
Come cercare una pietruzza d'oro in una manciata di sabbia, aprendo le dita per far defluire l'inutile.
Fino a che il palmo resta vuoto, anzi, no, non vuoto, a guardare meglio..
E' lei!
A presto amici miei, Giandil