Canti, pensieri, ricordi, parole su un mondo che nasconde ancora delle piccole fortezze di pace e semplicità... coi loro viandanti

Eccomi

Utente: Giandil
Nome: Giacomo D'Alessandro e Alessandro Romi
Siamo amici. E viandanti. Siamo fratelli di viaggio, anche tramite questo blog, e siamo missionari dello spirito della natura e curatori dello spirito dell'uomo perso nel materiale moderno. Siamo Giacomo e Alessandro ma anche Giandil ed Hawk, uomini e raminghi, guerrieri e pacificatori.

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martedì, 09 settembre 2008
La traversata dei tre

Hawk. Giandil. Efran. Tre fratelli in viaggio. Finalmente.

Ci siamo incontrati, provenienti dalle nostre differenti realtà, l'11 agosto, a Limone Piemonte. In casa di Hawk abbiamo rifinito il bagaglio, le provviste di cibo, l'itinerario per i giorni seguenti.

La mattina dopo, molto presto, siamo partiti.

 

Primo giorno.

Una lunga e soleggiata salita fino a Passo Ciotto Mieu. Discesa fino al villaggio di Palanfrè. Nuova estenuante salita sotto un'afa torrida e su un sentiero maltenuto e selvatico, fino al Passo della Garbella. Discesa lunga e ripida fino a Trinità d'Entraque. Rifocillati al rifugio, ci accampiamo poco distante in una macchia di pini lungo la strada per Entraque. Fuoco e cena in riva al fiume. Serata al rifugio in compagnia di un ragazzo di Genova e della figlia del gestore, suonando e cantando con la chitarra. Il tempo volge al peggio, ci viene offerta una tenda da due nel cortile del rifugio. Trasferiamo lì l'accampamento mentre inizia a piovere. Notte stretta e rumorosa.

Secondo giorno.

Sveglia molto presto. Tempo sereno ma umido. Ci laviamo alla fontana del paese, sistemiamo i bagagli e ci incammianiamo fino a Entraque, dove facciamo un'abbondante colazione. Lungo l'asfalto giungiamo a fondovalle, in prossimità di Valdieri, e prendiamo a salire verso S.Anna di Valdieri. Giunti a S.Lorenzo, oltre metà strada, per il caldo e il duro asfalto facciamo qualche km di autostop. A S.Anna facciamo rifornimento di cibo, poi prendiamo a salire lungo la strada per il Rifugio Livio Bianco, sotto un caldo insopportabile. Ci accampiamo a lungo per il pranzo. Giunti ad una grande piana, tiriamo su verso Colle Marchiana, ma non c'è più il sentiero, e il dislivello è molto lungo e ancora più faticoso. Scollinato, poco sotto ci accampiamo. Una valletta immacolata piena di camosci. Ceniamo e dormiamo sotto la volta stellata, a 2000 m di altitudine.

Terzo giorno.

Sveglia tarda, buonissima nottata. Nel gelo mangiamo e, sistemati gli zaini, scendiamo verso il sole della vallata. Fatica a tenere sentiero e direzioni, soprattutto in fondo. Giungiamo ad Aisone dopo lunghissimi tornanti su asfalto, sfiancanti. Da lì tiriamo in su verso Vinadio. Di nuovo per l'ora caldissima e l'asfalto fatale, dopo metà strada facciamo autostop per qualche km. A Vinadio ampia pausa pranzo e rifornimenti. Il tempo è incerto. Saliamo su strada per i kenion del monte Nebius fino a paesini sperduti e, infine, verso sera al rifugio Nebius, col rischio di trovarlo chiuso. Faticosa entrata con le persone già presenti che avevano prenotato per loro. Sistemazione giacigli per terra nell'entrata. Cena calda e serata in compagnia dei gestori, simpatici e accoglienti. Notte travagliata e rumorosissima.

Quarto giorno.

Prestissimo partiamo. Imponente dislivello da affrontare freschi. Il tempo è buono. Giungiamo in cima a Colle Moura delle Vinche e da lì in cresta a Colle Serour. Tentiamo di mantenere il dislivello guadagnato con un taglio selvaggio e senza sentiero direttamente a scollinare verso Colle Bandìa. Riusciamo a scollinare ma poi non a scendere completamente. Taglio fallito. Mentre tentiamo di tornare indietro inizia a piovere. Scendiamo verso Gias Salè, poi a fondovalle prendiamo a salire verso Colle Bandìa. Pranziamo. RIpartiamo e inizia a grandinare. Ci coglie il temporale, ci accucciamo sotto il nylon, poi dopo molto avanziamo coperti, provando a superarlo. C'è un vento gelido e piove contro di noi. Ultimiamo infine la salita alle Caserme del Colle Bandìa. Da lì saliamo a un altro passo che dà sul vallone di Rocca la Meja. Siamo ormai nelle nostre zone. Percorriamo sotto le sferzate del vento gelido, ancora grandine, e pioggia saltuaria, tutta la valle sotto la Meja, fino all'Agriturismo omonimo. Saliamo quindi fino al Rifugio Gardetta, lungamente e controvento. Rifocillati nel rifugio, saliamo al Colle Gardetta. La salita del nostro viaggio è finita. Scendiamo ormai estasiati e radiosi, anche se sfiniti dai disagi del viaggio, fino a Prato Ciorliero. Quindi Viviere, villaggio dove sono i nostri genitori ad accoglierci. E giù, ormai vittoriosi, fino a Pratorotondo.

 

Conclusione.

Calcoliamo di aver percorso quasi 100 km in quattro giorni. Il totale del dislivello fatto (salita e discesa insieme) dovrebbe ammontare a quasi 10'000 metri. Le valli in cui siamo passati sono circa 8.

Ma questo è nulla confronto all'unione fraterna tra noi stessi e tra noi e la terra che si è costruita e plasmata sempre più, durante questo intrigo di passione, disagio, emozione, spirito e corpo, che è sempre il viaggio, ma in questo caso, ancor più, che è stato il nostro viaggio.

 

Giandil, Hawk, Efra

Postato da: Giandil a 00:20 | link | commenti (8)


Commenti
#1    09 Settembre 2008 - 09:09
 
...fratelli miei....NOI TRE IN NOI, NOI TRE PER NOI. LUI IN NOI TRE E NOI TRE PER LUI ... Efran
utente anonimo

#2    09 Settembre 2008 - 10:17
 
Devo ammettere che un po' vi invidio...non capita tutti i giorni di vivere esperienze come questa, in totale armonia con i compagni e la natura intorno a noi.
Questo viaggio è finito, un altro sta per cominciare, forse solo dentro di voi. Nel frattempo, è bello godersi i frutti del cammino già compiuto, in attesa che il cuore riparta...verso altre fronde, altre brughiere, altri orizzonti... Ma, in fondo, con la stessa passione di sempre, la stessa voglia di mettersi in gioco...
"In viaggio, ancora in viaggio... ancora..." Lingalad
Un abbraccio, Valentina
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Luthien1

#3    09 Settembre 2008 - 12:18
 
Non vi nascondo che anch'io vi invidio. Se a 20 anni avessi potuto fare una, una soltanto esperienza così! Sono veramente fiera di voi e prego perchè possiate in futuro continuare a creare momenti così, intensi e forti, che possano cementare ancora di più la vostra già splendida amicizia.
Sono comunque contenta di aver marginalmente partecipato alla vostra impresa con Maurizio, aiutandovi nei viveri (so che avete particolarmente apprezzato il latte condensato) e dandovi il bacino di buon viaggio quel mattino che siete partiti da Limonetto.
Grazie
Anto
utente anonimo

#4    09 Settembre 2008 - 12:40
 
Non nascondo che anch'io vi invidio. Se a 20 anni avessi potuto vivere un'esperienza così! Sono veramente fiera di voi, e prego perchè dopo questo primo "esperimento" di viaggio possiate inventarne e realizzarne altri insieme. Siete stati proprio bravi, coraggiosi e impavidi proprio come dei veri raminghi. Sicuramente queste sono opportunità esclusive e uniche, che cementano ancora di più un'amicizia già bellissima.
Sono comunque contenta di aver partecipato seppur marginalmente all'impresa, aiutandovi con i viveri (buono il latte condensato vero?) e dandovi il bacino del buon viaggio quella mattina quando siete partiti dal Limonetto.
Grazie. Un abbraccio e a presto.
Anto
utente anonimo

#5    09 Settembre 2008 - 13:29
 
Grandissimi,ragazzi. Io ho fatto da Sant'Anna di Valdieri la salita al monte Matto 3097m, a luglio, con Fede Piana e Ale Parodi, dormendo al Rifugio Dante Livio Bianco a 1900m, bellissimo. Le Marittime sono estremamente dure e faticose, selvagge, ma la ottima compagnia e la fauna e gli spettacoli naturali ripagano di tutto. A presto!
Ale Del Ponte
utente anonimo

#6    09 Settembre 2008 - 13:30
 
Cari ragazzi, spero, anzi sono sicura, che questa esperienza ve la porterete in spalla per tutta la vita, ricordandola come un viaggio unico e...
Penso che il camminare sotto lo stesso sole, sullo stesso, lungo sentiero, essere guidati dalla stessa "stella", vi abbia uniti più che mai... Sono molto felice quando vedo questi tre "raminghi" abbracciati l'uno all'altro con un amore fraterno... felice perchè di amicizie così sono davvero bellissime e non finiscono...
Ricordate, ma sono sicura che non lo dimenticherete, che il vostro viaggio non è finito... è appena cominciato...

un bacione a tutti e tre! Erica=)
utente anonimo

#7    09 Settembre 2008 - 19:13
 
Bravi ragazzi!!! Io vi chiamo " I 3 Moschettieri" ed è proprio lo spirito "UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO" che vi accomuna, e spero vi accompagni sempre
Vilma
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#8    11 Settembre 2008 - 22:59
 
Osare per credere! Uscire dalla mischia in questa globalizzazione è arduo per tutti. Comunicare un valore nell' era della comunicazione forse ancora di più. Piccoli semi danno grandi frutti. Grazie! Un abbraccio da Andrea B.
utente anonimo

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